Res Publica SPQR Repubblica Romana

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VII Elezioni Consolato-Senato della Res Publica

Pubblicato da respublicaspqr su Novembre 8, 2009

Il 30/10/09 i cittadini quiriti sono chiamati ad esprimersi mediante voto per il rinnovamento del Consolato e del Senato. Si sono presentate tre liste composte ed i quiriti hanno risposto così come di seguito:
Fazione Repubblicana [PFR-VR]
Consolato: Lucio Giunio Bruto NON ELETTO (38.71%)
Senato:
Caio Fabio Massimo[PFR];ELETTO (15.63%)
Decimo Iulio Pound[PFR]; NON ELETTO (3.13%)
Marco Quinzio Latino[PFR]. ELETTO (18.75%)

Alleanza Romana
Consolato: Caio Regolo Cicerone ELETTO (61.29%)
Senato:
Paolo Tullo Traiano[MPC]; NON ELETTO (6.25%)
Luca Giulio Siculo[MPC]; ELETTO (12.50%)
Publio Cornelio Tacito[PDL]; ELETTO (12.50%)
Caio Duilio Simone[MPC]; NON ELETTO (6.25%)
Lorenzo Emilio Lepido[PDL]; NON ELETTO (3.13%)

Partito Comunista Popolare
Consolato: —nessuno—
Senato:
Centurione Caio Gallo[PCP]; ELETTO (12.50%)
Lucio Valerio Massimo[PCP]; ELETTO (9.38%)

Affluenza Consolato: 88.57% della popolazione
Affluenza Senato: 91.42% della popolazione

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Magistratura Straordinaria – Luca Giulio Siculo

Pubblicato da respublicaspqr su Novembre 8, 2009

Il 06/10/2009, per avviare la micronazione alle elezioni in un più corretto cammino e in un clima più stabile, a seguito del Consulto Ultimo del Senato e col beneplacito del Principe e del Tribuno della Plebe:
Sono presentate ed accolte le dimissioni dei Consoli della Res Publica uscenti presentate da detti Consoli per loro e in nome dei loro colleghi, Ministri dello Stato, componenti del Consiglio dei Ministri;
L’onorevole Luca Giulio Siculo, illustre concittadino è nominato Dittatore della Res Publica, incaricato di reggere le sorti della Res Publica per e fino al compimento delle elezioni;
Su proposta del senato, l’illustre consolare Cneo Sergio Catilina viene nominato Magister Equitum, ovvero suo vice e maggior collaboratore;
La magistratura straordinaria scioglie il Senato, di cui può disporre così come stabilito della Costituzione, ed il Ministero, riservandosi di fare eventuali nomine a sua discrezione.
Il presente potere viene conferito e limitato al solo ed unico scopo di portare senza proroghe alle elezioni la Res Publica SPQR Repubblica Romana, senza modifiche costituzionali di alcun genere o modifiche legislative di notevole importanza.
Ogni eventuale modifica di normativa viene comunque rimessa ad una eventuale riunione del Senato.

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Abrogato trattato con Neurania

Pubblicato da respublicaspqr su Novembre 8, 2009

Il Senato dela Res Publica SPQR ha respinto la proposta di trattato di mutuo riconoscimento con la Repubblica di Neurania. La bozza così viene respinta e il trattato declinato

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Abrogato il trattato con Sandus

Pubblicato da respublicaspqr su Agosto 24, 2009

Si informa la cittadinanza che il trattato con il Lamato di Sandus è stato abrogato per volere del Senato causa “incosistenza di caratteristiche necessarie alla definizione di nazione”

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Risultati elezioni tribunizie

Pubblicato da respublicaspqr su Luglio 20, 2009

Si informa la Cittadinanza che, a seguito del ballottaggio, viene riconfermato Tribuno della Plebe Maximus Seiano Conti. Di seguito le percentuali del ballottaggio:

Maximus Seiano Conti   Voti 15   62,50%

Caio Lisandro Celere       Voti 9   37,50%

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Attacco alla Res Publica

Pubblicato da respublicaspqr su Luglio 20, 2009

Il giorno 18 Luglio 2009, alle ore 11:20, la Res Publica è stata vittima di un vile attacco informatico al forum della Micronazione. Dichiarata la Legge Marziale i Consoli, il Princeps Senatus e lo Stato Maggiore tutto hanno ristabilito la situazione. Possiamo assicurare che la caccia ai colpevoli è tutt’altro che terminata. La Res Publica è tornata sicuramente più forte di prima!

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Aggiornamenti

Pubblicato da respublicaspqr su Giugno 29, 2009

Si informa la cittadinanza che è stata eletta una nuova Corte di Giustizia. I nuovi Giudici sono:

- Sesto Giulio Cesare

- Publio Giulio Agricola

- Massimo Decimo Meridio

- Caio Valerio Catullo

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Il Senato ha approvato un Trattato di Alleanza con la Repubblica Italica

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I Consoli hanno nominato nuovi Ambasciatori, di seguito l’elenco:

- Gneo Sergio Catilina presso Promolands e Repubblica Democratica di Vitla

- Francesco Agricola Catone presso Repubblica Italica

- Centurione Caio Gallo presso Repubblica Popolare Sovietica

- Caio Giulio Aquila presso Repubblica Cisalpina

- Lucio Valerio Massimo presso Repubblica di Vitla

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Elezioni del Tribuno della Plebe

Pubblicato da respublicaspqr su Giugno 29, 2009

Si informano i Cittadini che dal giorno 10 al giorno 12 Luglio ci saranno le elezioni per il nuovo Tribuno della Plebe. I candidati, per ora, sono:

- Maximus Seiano Conti (MPC)

- Luca Giulio Siculo (Lista Cesare)

- Caio Lisandro Celere (PCP)

Si ricorda che le candidature non sono ancora chiuse, chiunque desideri correre per tale carica può farlo apponendo il proprio nome e una breve presentazione in Palazzo Imperiale.

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Approvato Regolamento del Senato

Pubblicato da respublicaspqr su Giugno 29, 2009

Il giorno 27 Giugno 2009 Anno Domini, 2744 a.U.c. è stato approvato il Regolamento dell’Augusto Senato. Di seguito il testo:

 

REGOLAMENTO DEL SENATO

CAPO I – della I° Seduta

Art.1 Rottura dei sigilli
La I seduta del Senato viene fissata ed aperta dal Principe del Senato non oltre il decimo giorno dal termine delle elezioni.
La seduta costituisce di fatto l’inizio della nuova legislazione e l’inizio dei termini di decorrenza per il mandato dei Senatori e del Governo.
In apertura, il Principe del Senato ufficializza le nomine dei Senatori Eletti e quelle dei Senatori Nominati, convocandoli ed ufficializzandoli a tale incarico.
Il Principe del Senato è sempre da considerare quale Senatore con pieni poteri per incarico istituzionale.

Art.2 Giuramento
Una volta insediati, i Senatori prestano giuramento in Senato, come previsto dall’art.34 della Costituzione.
La formula di rito è la seguente:
“Io giuro, davanti a tutto il Senato e al Popolo Romano, di osservarne fedelmente la Costituzione , tutte le romane leggi e le sue volontà cercando di adempiere al meglio nell’esercizio del mio dovere.”

Art.3 Voto di fiducia sull’esecutivo
Il Console eletto, svoltesi i giuramenti dei Senatori, procede alla presentazione dell’esecutivo che intende porre al vaglio dell’aula.
Presentato il Console Nominato suo collega e di seguito l’intero Governo, composto dai Ministri da lui nominati, chiede il voto di fiducia al Senato. Il voto di fiducia avviene mediante normale votazione a maggioranza semplice.

Art.4 Insediamento nuovo governo
Ottenuta la fiducia, il Console eletto presenta il proprio discorso programmatico dinnanzi al Senato.
Quindi, procede alla ufficializzazione del nuovo governo e comunica la convocazione per il I Consiglio dei Ministri.

Art.5 Procedura in caso di mancata fiducia
In caso di mancata fiducia, è scelta del Principe del Senato se sciogliere il Senato, o procedere a Governo Tecnico, limitato temporalmente a non più di un mese di governo e basato su una solida maggioranza parlamentare, o convocare il Senato a Consulto Ultimo al fine di istituire una magistratura straordinaria.

CAPO II – Dell’Ufficio di Presidenza

Art.6 Presidenza e Vice-presidenza del Senato
Presiede il Senato, votando per primo alle votazioni, il Principe del Senato, come previsto dall’art.51 della Costituzione.
La vice-presidenza del Senato viene assegnata nel seguente modo: in caso di momentanea o improvvisa assenza del Principe del Senato, essa tocca al più anziano dei Senatori, detto Decano, altrimenti, il Principe del Senato può nominare in maniera ufficiale un suo sostituto, detto Vicario.
Il Decano presiede i lavori dell’assemblea, ma ha solo facoltà di svolgere le proprie funzioni solo per quegli atti di ordinaria amministrazioni, che non prevedano perciò un Consulto Ultimo.
Il Vicario, invece, avendo avuto piena e solenne delega da parte del Principe del Senato, lo sostituisce interamente e può presiedere una qualsiasi seduta del Senato.
In ogni caso, la vice-presidenza riguarda il ruolo del Principe del Senato in quanto presidente dell’assemblea senatoriale, ma non prevede, giacché diversamente stabilito dalla Costituzione all’art.50, che questa lo sostituisca nel ruolo di Capo di Stato.

Art.7 Utilizzo dell’Ufficio di Presidenza
Il presidente apre, modera e chiude i Consulti svolti in seno al Senato. Stabilisce le modalità di discussione e quelle di votazione, oltre ad avere facoltà di allontanare motivatamente dall’aula coloro che sono causa di disturbo ed ostacolo ai lavori dell’assemblea. Egli ha pertanto l’incarico di far rispettare il regolamento e di garantire il buon funzionamento del Senato.
L’Ufficio di presidenza, inoltre, pubblica i resoconti delle Sedute e pubblica le Leggi approvate dal Senato.
Risponde infine delle richieste a scopo informativo fatte della cittadinanza.

Art.8 Inoltro di richieste presso l’Ufficio
Le richieste presso l’Ufficio di Presidenza vanno fatte utilizzando i contatti istituzionali del Senato [senato.respublica@gmail.com].
Esse possono avere natura informativa o di segnalazione presso la presidenza di eventuali problemi o disservizi.

CAPO III – Dei Senatori

Art.7 Gruppi Parlamenti
I Padri Circoscritti eletti dal Popolo di Roma hanno il dovere di organizzarsi in gruppi parlamentari in base ad affinità ideologiche o all’appartenenza a un analogo partito o coalizione.
La costituzione dei gruppi parlamentari avviene mediante comunicazione presso l’Ufficio di Presidenza non oltre tre giorni dopo la I seduta del Senato.
E’ possibile qualora il Principe del Senato lo creda opportuno, che i gruppi parlamentari eccessivamente piccoli vengano raggruppati in un cosiddetto Gruppo Misto.
La costituzione o modifica di un gruppo parlamentare è sempre possibile durante tutto il corso della legislatura.
Ogni gruppo organizza da sé la propria struttura interna.
E’ possibile che il Principe del Senato decida di incontrare i rappresentanti dei vari gruppi parlamentari, aprendo la cosiddetta Consultazione.

Art.8 Commissioni parlamentari
E’ possibile che il Senato nomini al suo interno una Commissione al fine di svolgere un determinato lavoro in tempi più rapidi e con competenze più specifiche.
Le commissioni possono essere temporanee o permanenti, indicando nel primo caso la precisa durata della delega della Commissione in questione.
La costituzione di una Commissione avviene con delega del Senato, che, mediante apposito Consulto, elabora un mandato entro i cui limiti la Commissione deve svolgere la sua azione.
Sempre entro le condizioni poste dal mandato, sotto l’occhio vigile del Principe del Senato, la Commissione elabora da sé la propria organizzazione interna.
La commissione può lavorare in sede referente, deliberativa, redigente o consultiva.
In sede referente essa prepara il testo e lo presenta in Senato dove verrà discusso e votato.
In sede deliberativa, avendo in pieno rispettato i criteri stabiliti dal mandato, essa ha facoltà di tramutare direttamente in legge ciò su cui ha operato, previo permesso del Principe del Senato e del Tribuno della plebe. E’ sempre possibile su richiesta del Principe del Senato, dei Consoli, del Tribuno della Plebe o di un quinto del Senato, che essa venga tuttavia portata alle Assemblee Legislative.
In sede redigente, la Commissione ha facoltà di approvare articolo per articolo, presentando e facendo votare in Senato in un’unica votazione l’intero disegno di legge. Valgono, come per la commissione in sede deliberativa, le stesse garanzie prima descritte.
In sede Consultiva, la Commissione si limita ad esprimere il proprio parere riguardo il lavoro di un altro Commissione o riguardo un lavoro in Senato.

Art.9 Commissione sull’immunità parlamentare
Si costituisce una Commissione sull’immunità parlamentare, composta da tre senatori e Presieduta dal Decano del Senato, che ha facoltà di autorizzare o meno le restrizioni sulla libertà personale effettuate sui Senatori, come previsto dall’art.41 della Costituzione.
Essa ha pertanto il compito di vigilare sull’immunità dei Senatori.

CAPO IV – Delle sedute

Art.10 Presentazione di un Disegno di Legge
I Disegni di Legge vanno presentati in Senati mediante apposito consulto con allegato recante il testo della norma suddiviso in articoli.
Tutti coloro che hanno accesso al Senato, compresi Consoli, Ministri e Tribuno, hanno facoltà di presentare dei Disegno di Legge in seno all’Assemblea, secondo le specifiche modalità caratterizzanti ognuno.
I Senatori presentano i Disegni di Legge con competenza legislativa generale attraverso dei normali pubblici Consulti del Senato .
I membri del Consiglio dei Ministri possono presentare dei Disegni di Leggi esclusivamente su questioni riguardanti il loro campo di competenza o in caso di stretta necessità emanare e poi presentare per l’approvazione o abrogazione dei Decreti Legge o avere delega mediante consulto da parte del senato di emanare un Decreto Legislativo.
Il Tribuno della Plebe presenta le petizioni popolari dopo averle discusse e approvate in Assemblea Popolare.
Infine, il Principe del Senato ha una duplice funzione: può intervenire in Senato come Presidente dell’Assemblea, quindi presentando sia i Disegni di Legge propri quanto quelli inoltratigli dagli altri, oppure emanare degli Editti, che devono in seguito discussi e votati in Senato per la loro successiva approvazione o abrogazione.

Art.11 Apertura Consulto
Il pubblico Consulto del Senato viene aperto mediante l’uso della seguente formula:

CITAZIONE

HTML
<p align=“center”>[size=6]<b>SENATVS POPVLVSQVE ROMANVS</b>[/size]
[size=6]<i><b>Il Senato ed il Popolo di Roma</b></i>[/size]

CONSULTO</p>

<b>Addì [data] a.U.c. viene aperta la seduta dell’augusto Senato della Res Publica per discutere [indicare argomento in questione].</b>

<b>Il [indicare carica (es. Senatore, Console, Pretore)] [indicare nome quirita], inchinandosi all’intera assemblea senatoriale, ai venerabili senatori, salutando gli eccelsi Consoli ed d il venerabile Tribuno della Plebe, chiede quale sia il parer loro in merito alla questione succitata e invita loro a partecipare attivamente al consulto ed eventualmente a votare altrettanto celermente.</b>


Possono aprire il Consulto o coloro che hanno accesso del Senato attraverso la sopraccitata formula o il Principe del Senato per conto di altri a seguito di una richiesta inoltrata presso di lui.

Art.12 Dibattimento Consulto
Aperto il Consulto, il Principe del Senato in qualità di presidente dell’assemblea apre il dibattimento o discussione del Consulto.
Esso deve avvenire in clima di civiltà e rispetto reciproco, senza l’utilizzo di terminologie volgare o poco confacenti alla onorabilità ed importanza del luogo.
E’ compito del Principe del Senato che tutto ciò venga rispettato, che ha pertanto pieno potere affinché il dibattimento abbia civilmente luogo.
Durante il dibattimento, tutti i Senatori hanno diritto a esprimere la propria opinione o ad esporre la propria orazione o serie di orazioni, permettendo anche la possibilità di replica in caso di eventuali pareri contrapposti.
Inoltre, è durante questa fase che vengono presentate eventuali mozioni da presentare davanti tutta l’assemblea.
E’ il Principe del Senato che stabilisce con ragionevolezza e chiarezza quando deve avere termine il dibattimento.

Art.14 Votazione Consulto
Terminato il dibattimento, il Principe del Senato o chi ne fa le veci in Senato procede all’apertura della votazione sul testo inizialmente proposto o sulle eventuali mozioni in seguito presentate, stabilendo pubblicamente quali sono le modalità di votazione da seguire, sempre nel pieno rispetto della Costituzione.
La votazione non può durare di norma meno di tre giorni finché non hanno votato tutti i membri del Senato, tranne in caso essa venga eseguita in procedura d’urgenza, ma mai al di sotto delle ventiquattro ore.
Per essere valida devono essere sempre presenti almeno la metà più uno dei Senatori, che costituisce di fatto il quorum minimo ai fini della votazione.
Finita la votazione, il Tribuno della Plebe esprime liberamente proprio assenso o il proprio veto seguito a consultazione dell’assemblea popolare.
Chiesto il giudizio di legittimità al Pretore, la legge viene emanata.

Art.15 Pubblicazione dei Provvedimenti
Approvata definitivamente la legge, essa viene pubblicata nell’Ufficio di Presidenza del Senato, dove potrà essere visionata dalla cittadinanza.
In seguito alla pubblicazione, essa va registrata nell’Archivio Nazionale quale Acta Senatum.

Art.16 Seduta comune
Le sedute comune dell’Assemblee Legislative di Senato ed Assemblea Popolare vengono dette Concili della Plebe e vengono presiedute dai Consoli.
Esse vengono chiamate in caso di difficoltà da parte delle assemblee a raggiungere una risoluzione definitiva su una particolare materia, su decisioni che devono avere il più ampio e sentito riscontro o su decisioni di grande gravità, quale la proclamazione dello Stato d’Assedio o Stato di Guerra.
Il Senato, in caso di Seduta Comune, perde le proprie prerogative e regolamenti cedendoli alla nuova assemblea temporanea formatesi.

CAPO V – Dell’elezione del Principe del Senato

Art.17 Apertura della Seduta Elettiva
Decaduto l’incarico del Principe del Senato precedente, è onere del Decano del Senato aprire la seduta elettiva, detta anche Conclave, poiché esclusivamente i senatori hanno accesso al Senato durante la seduta.
Egli assume temporaneamente il ruolo di presidente dell’assemblea e la sua è una importante figura di garanzia durante l’intera durata dell’elezione.
Egli pertanto accoglie le dimissioni del Principe precedente, assume il potere su delega dei Consoli ed indice l’elezione del principato.

Art.18 Dibattimento e votazione
Il Decano stabilisce l’inizio del dibattimento e l’inizio della votazione.
Il dibattimento è l’insieme delle orazioni e dei pareri espressi o declamati da tutti i senatori.
La votazione avviene attraverso l’espressione palese e chiara da parte di tutti i senatori dinnanzi l’intera assemblea del nome che desiderano venga assiso al principato. Vota per primo il decano, seguito, secondo una scala di anzianità di servizio in senato, da tutti gli altri senatori.
Non esiste un limite massimo di durata di tutta l’elezione, in quanto tutto ciò è affidato al ragionevole giudizio del Decano.
Come già previsto dalla Costituzione all’art.50, i Senatori in seno al Senato possono eleggere Principe un qualsiasi cittadino, purché sia stato già una volta console.

Art.19 Acclamazione
Terminata la votazione, il Principe del Senato viene acclamato quale presidente dell’augusto Senato e capo di stato della Res Publica SPQR.
L’acclamazione viene pronunziata in latino dal Decano del Senato in Palazzo Imperiale subito dopo la chiusura della seduta del Senato.

Art.20 Decadimento del mandato
Il mandato di Principe del Senato decade o temporalmente con l’estinguersi dell’anno di principato o con una assenza lunga e ingiustificata che ne faccia presume la definitiva scomparsa secondo ciò che prescrive la legge sulla cittadinanza o con sfiducia o mancata fiducia avvenuta mediante consulto ultimo.

CAPO VI – Delle sedute straordinarie

Art.21 Sedute deliberanti magistrature straordinarie
Le sedute deliberanti una magistratura straordinaria vengono svolte a Consulto Ultimo ed a porte chiuse. Possono parteciparvi pertanto esclusivamente i Senatori ed il Principe del Senato.
E’ possibile fare una consultazione popolare attraverso un concilio popolare, interrompendo momentaneamente la seduta del Senato. I risultati espressi dalla consultazione popolare non sono tuttavia vincolanti sul voto finale in Senato.
Aperto il Consulto Ultimo, che può essere avanzato da qualsiasi Senato dopo aver avvertito il Principe del Senato, viene svolto prima il dibattimento, dove ogni Senatore esprime le proprie posizioni a riguardo.
In seguito, vengono scelti i criteri e gli obiettivi con i quali e per i quali la magistratura straordinaria deve orientare e limitare la sua azione di governo.
Finito il dibattimento e deliberati i criteri di comando, viene nominato il Dittatore o i membri della magistratura collegiale straordinaria, mediante una semplice elezione nella quale ogni senatore esprime palesemente i nomi che crede più adeguati all’alto incarico.
I membri della magistratura straordinaria formulano il seguente giuramento:”Io [nome magistrato straordinario] giuro fedeltà assoluta alla Costituzione, alle Leggi Romani, al suo Popolo e Senato, nel nome della patria e nelle mani del Principe del Senato, che rappresenta in tal situazione la nazione. Giuro inoltre di restituire il potere al Popolo e al Senato secondo le modalità che questo ha prestabilito.”

Art.22 Sedute Senatoriali durante le magistrature straordinarie
Il Senato sotto magistratura straordinaria è uno strumento di consultazione, qualora la magistratura ne voglia fare uso.
Esso viene aperto sotto sollecitazione della stessa e viene presieduto dal Principe del Senato in qualità di solo ed esclusivo presidente dell’assemblea.
Se previsto dai criteri di comando, esso può avere comunque facoltà di emanare leggi o riunirsi in seduta comune per dibattere dei problemi più importanti riguardante la nazione.

Art.23 Leggi Costituzionali
Le leggi Costituzionali presentate ed approvate in Senato vanno svolte mediante Consulto Ultimo.
Una volta approvate, il Principe del Senato provvede a passarle al Tribuno della Plebe, il quale le presenta all’Assemblea Popolare.
In seguito, il Senato sulla materia abdica al suo ruolo di prima assemblea legiferante, lasciando che su di essa si esprima tutta la cittadinanza riunita a Concilio della Plebe.

Art.24 Provvedimenti speciali sotto legge marziale
Il Senato sotto legge marziale viene dissolto, dopo un pubblico atto del Principe del Senato.
Prima dello scioglimento, è possibile che venga riunito per approvare, come previsto dalla Costituzione, speciali restrizioni dei diritti civili e politici e modificazioni dei normali comportamenti in stato di pace. Tali restrizioni e modifiche non possono in nessun caso andare contro i principi fondamentali espressi dalla costituzione.
Tale seduta va svolta a Consulto Ultimo e necessita sia della firma del Principe del Senato che del Tribuno della Plebe.

CAPO VII – Del Regolamento

Art.25 Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore ventiquattro ore dopo la pubblicazione nell’Ufficio del Senato della Res Publica SPQR e la registrazione presso gli Acta Senatum degli Archivi Nazionali Romani. Gli organi ufficiali di informazioni si occupano della sua divulgazione. Una copia viene messa in bella mostra in Senato, permettendo così la rapida consultazione da parte dei Senatori.

Art.26 Modifiche al regolamento
Ogni modifica al Regolamento può avvenire o mediante normale Consulto in Senato o mediante la costituzione di una apposita commissione senatoriale.
Non è possibile in nessun modo venire meno ai principi democratici, che permettono pari opportunità e pari rappresentanza, sanciti dalla Costituzione e dalla Legislazione.

Art.27 Approvazione delle modiche
Le modifiche apportate vanno votato due volte, una per ogni capo modificato, una come votazione finale. Di seguito, esse vengono visionate dal Principe del Senato, dal Pretore, che valuta se è in contrasto con la Costituzione e dal Tribuno della Plebe che valuta se è in contrasto con il regolamento dell’Assemblea Popolare.
Di seguito, la modifica viene approvata e pubblicata.

Art.28 Pubblicazione regolamento
Il regolamento viene pubblicato nell’Ufficio di Presidenza del Senato, in Palazzo Imperiale, nelle Bacheche dello Stato e nei suoi organi di informazione principali.
Il compito è di garantire la più ampia pubblicazione è dato al Governo nella persona dei Consoli e dell’Edile Plebeo

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Nuovo governo, consolato Italico-Celere

Pubblicato da respublicaspqr su Febbraio 28, 2009

Giorno 28 Febbraio 2009 anno domini, 2761 ad urbe condita.

A tutta la cittadinanza di Res Publica

Alle ore 22:00 del giorno 10 Febbraio 2009, con uno scarto minimo da parte della coalizion Socii Pro Roma rispetto al Movimento Popolare Cesariano, con il 52.17% di preferenze, viene eletto quale Console del nostro Stato il cittadino Marco Domizio Italico.

Qui di seguito il discorso del console eletto per ottenere la fiducia da parte del Senato completo della nomina dei ministri.

Onorevolissimo Principe, Onorevoli Senatori,

il popolo di questa splendida micronazione mi ha messo nelle mani il potere di Console. Io accetto, anche perchè mi ero candidato, e vorrei mettere al vostro cospetto i nomi del governo che voglio formare per governare per un’intera legislazione. Si è ben capito che voglio chiedere a tutti voi la fiducia al mio governo e sperando che non vi siano complicazione, eccovi i nomi e le rispettive cariche:

- Caio Lisandro Celere: Secondo Console.
- Gneo Sergio Catilina: Questore.
- Francesco Decimo Italico: Censore.
- Paolo Tullio Traiano: Pretore.
- Dedalo Tullio Cicerone: Edile Curule.
- Manuel Giunio Bruto: Edile Plebeo.

Oggi, in questa sede, chiedo a tutti voi la fiducia nei miei confronti e verso a tutti i futuri ministri che vi ho presentato. Confidando in voi, vi ringrazio dell’attenzione!

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 14:15 del giorno 21/2/2009: A seguito del mancato adempimento dei doveri Manuel Giunio Bruto è stato dimissionato e l’edilità plebea è stata affidato al cittadino Marco Licinio Crasso.

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Viene approvato il trattato con Repubblica Popolare Sovietica.

In senato su 7 votanti 4 senatori sono risultati favorevoli, 3 i contrari, 0 astenuti. - Il voto in senato del cittadino Caio Giulio Aquila è stato contato

In AP su 12 votanti 7 si sono pronunciati  favorevoli, 5 i contrari, 0 astenuti.

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Si registra un aumento della cittadinanza. La situazione è ottima con una affluenza nel forum di cittadini anche non appartenenti alla Res Publica.

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